Bolletta esagerata? Forse va rimborsata...

Thursday, October 27, 2016

 

Le società della luce devono fare la lettura del contatore almeno una volta l'anno.
I consumi effettivi vanno verificati sul campo per quantificare l'importo realmente dovuto ed eventualmente procedere al conguaglio.


Infatti i criteri meramente presuntivi a cui sono abituate a ricorrere certe società erogatrici della corrente elettrica potrebbero dare risultati diversi e sproporzionati rispetto agli scatti effettivi. E questo è confermato anche da molta giurisprudenza recente.


In particolare una sentenza del Tribunale di Salerno ha condannato la compagnia elettrica proprio per avere emesso una bolletta eccessiva rispetto al consumo che l'utente è stato in grado di dimostrare sulla base dell'uso da lui fatto dell'immobile.


La compagnia era risultata inadempiente all’obbligo di lettura del contatore. Così il giudice l’ha condannata non solo a restituire al consumatore i soldi della bolletta, ma anche a risarcirgli il danno.

 

Cosa prevede il contratto con la compagnia della luce?
Il contratto con la società elettrica prevede il pagamento periodico con l’addebito di una somma per il consumo del periodo stimato sulla base di criteri presuntivi.

 

Il criterio presuntivo è ammesso allo scopo di agevolare l'emissione delle bollette e il pagamento dei consumi.

Si ammette in aggiunta la possibilità per il consumatore di fornire, in autolettura, i dati del contatore con la lettura degli scatti alla società erogatrice.  Ciò però non è un obbligo, ma un solo onere e l'eventuale inadempimento implica solo il pagamento dell’eventuale conguaglio se il consumo rilevato risulta superiore a quanto preventivato.

 

Questo onere dunque, secondo quanto stabilito in via definitiva dall’Autorità Garante per l’energia e il gas, non esonera la società della luce dall'obbligo di controllare almeno una volta l’anno i consumi effettivi per accertare la necessità di eventuali conguagli.

 

Quindi, gli incaricati della compagnia elettrica devono presentarsi a casa del cliente per la lettura effettiva del contatore.

Se questo non avviene, la bolletta sproporzionata rispetto al consumo va annullata, la somma eventualmente già versata va restituita e, dimostrando che ciò ha comportato un danno, il consumatore può anche ottenere il risarcimento.

La procedura può essere espletata davanti al giudice di Pace e, per importi inferiori a 1.100 euro, l’utente non ha bisogno dell’avvocato.

 

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