L'ultima sfida dell'Associazione: l'incompetenza territoriale del Tribunale

Wednesday, October 26, 2016

 

La necessità di sostenere le parti di un nostro associato ingiustamente coinvolto in una situazione di responsabilità patrimoniale per avere fornito una garanzia che ha scoperto avere poi risvolti più estesi rispetto a quanto indicato quando si assunse l'impegno, ci ha indotti a studiare una strategia che punti tutto sull'incompetenza territoriale del Tribunale rispetto al consumatore.

In pratica la persona fisica che si impegna a garantire le obbligazioni contratte da una società o da un professionista (con i quali affari nulla abbia a che fare) nei confronti di un istituto bancario, può essere considerata un consumatore a tutti gli effetti e il contratto di garanzia o di fideiussione è da intendersi come un contratto distinto rispetto al contratto principale poichè è stipulato tra soggetti completamenti diversi. Ecco allora che per le controversie relative a tale distinto contratto, la residenza del consumatore diventa determinate della competenza territoriale del tribunale.

Ma vediamo la giurisprudenza su cui si fonda la linea adottata.
 

In materia di incompetenza territoriale, il Tribunale di Reggio Emilia (sentenza 178/2016) ha sollevato tale eccezione a favore del foro inderogabile del soggetto identificato come consumatore. 

La sentenza segue le indicazioni dell' ordinanza del 19 novembre 2015 C-74/15, con la quale la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha affermato che gli articoli 1 e 2 lettera b) della Direttiva CEE 93/13/CEE del Consiglio del 05/04/1993, ammettono l'applicabilità della direttiva ad un contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra una persona fisica ed un ente creditizio al fine di garantire le obbligazioni che una società commerciale o un professionista abbiano stipulato nei confronti di detto ente, quando tale persona fisica/garante abbia agito per scopi che esulano dalla sua attività professionale e non abbia alcun collegamento di natura funzionale con la suddetta società o professionista.
Questa interpretazione della Direttiva è finalizzata a tutelare il consumatore che si trovi in condizioni di inferiorità rispetto al professionista o ancora di più rispetto ad un istituto bancario.  Inferiorità attinente sia il potere nelle trattative sia il livello di informazione.


L'Associazione Avvocati al tuo Fianco rifacendosi dunque a questa giurisprudenza e dottrina europea sta gestendo una pratica dove il fideiussore è persona fisica mentre a promuovere ricorso per decreto ingiuntivo è un istituto bancario.

Nel caso di specie i nostri legali eccepiscono la competenza territoriale del tribunale presso cui la banca ha presentato ricorso in quanto non rispondente al criterio che tiene in considerazione la residenza del consumatore.

Accogliendo la nostra eccezione, al Giudice dell'opposizione non rimarrebbe altro da fare se non dichiarare la nullità del decreto ingiuntivo. Vi teniamo aggiornati circa l'andamento della causa augurandoci che tutto vada in senso favorevole al nostro assistito.

 

 

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