Nuove speranze per i sovraindebitati

Wednesday, October 19, 2016

 

L'ordinanza dello scorso 11 maggio, emessa dal Tribunale di Cagliari, ha riconosciuto al debitore al quale non sia stato omologato il piano di ristrutturazione, un rimedio aggiuntivo ovvero la possibilità di convertirlo in proposta di accordo con i creditori.

 

Nel caso di specie, una coppia di coniugi, in mora nei confronti di due finanziarie, una banca e un fondo di solidarietà e con debiti sproporzionati rispetto alle loro disponibilità, aveva cercato di risolvere la propria condizione finanziaria con gli strumenti previsti dalla legge 3 del 2012, nominando un professionista legittimato a svolgere le funzioni dell’organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Il professionista aveva redatto un piano del consumatore per il ridimensionamento e la rateizzazione dei debiti, piano di cui i coniugi avevano chiesto al giudice l’omologazione. In aggiunta i coniugi avevano chiesto che in caso di mancata omologazione, il piano stesso venisse convertito in proposta di accordo con i creditori.

 

Il piano era poi stato respinto in quanto i due pensionati avevano colposamente aggravato il loro debito anche in anni recenti, assumendo nuove obbligazioni senza avere nessuna ragionevole speranza di poterle adempiere.  il giudice aveva quindi analogamente negato anche la conversione del piano in accordo, subordinando tale decisione alla negazione principale.

 

I coniugi si sono allora rivolti al collegio reclamando contro la decisione del Tribunale.  Con il risultato che la negazione relativa all'omologa è stata confermata, ma è stata al contrario ammessa la conversione del piano in proposta di accordo con i creditori.


Nel prendere tale decisione, il Tribunale di Cagliari ha ricordato che la legge 3 del 2012 prevede tre diversi rimedi: il piano del consumatore, l’accordo con i creditori e la liquidazione dei beni.

I requisiti di ammissione sono gli stessi salvo quello della meritevolezza, previsto solo per il piano del consumatore.  Risulta meritevole il consumatore che non abbia colpevolemente determinato il suo stato di sovraindebitamento anche ricorrendo a prestiti o finanziamenti chiaramente sproporzionati rispetto alle proprie possibilità.

I due coniugi risultavano non meritevoli in tal senso, mentre la proposta di accordo è stata accolta poichè, sulla base dell'art.7, comma 2, lettera b), della legge 3 del 2012 essa non è ammissibile quando il debitore abbia fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, agli altri procedimenti di composizione della crisi. Diverso è, chiarisce il Tribunale di Cagliari nella sua sentenza, se il debitore non ha mai prima beneficiato di alcuna delle procedure previste dalla legge 3/2012, perché, come nel caso esaminato, non vi è stato ammesso.

 

Per questo, dunque, i coniugi sono stati ammessi all’udienza prevista dall’articolo 10 della legge 3 del 2012 e finalizzata al coinvolgimento dei creditori nell’approvazione dell’accordo. Gli atti sono stati quindi restituiti dal collegio al primo giudice per procedere alla celebrazione di quella udienza.

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