In materia di sovraindebitamento: novità sulla nullità del precetto per mancato avviso

Friday, October 7, 2016


In materia di sovraindebitamento: attenzione a chi vi consiglia di appellarvi alla nullità del precetto per mancato avviso.

 

Due recenti provvedimenti del Tribunale di Milano (sentenza 4347 30 marzo 2016 e ordinanza del 18 febbraio 2016) hanno capovolto il sillogismo, ritenuto valido fino a qualche tempo fa, secondo il quale è nullo il precetto che non contiene l'avviso ovvero "l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione nella crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento, concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore" (legge 132 del 2015). In pratica la legge in oggetto avrebbe modificato l'articolo 480 del Codice di procedura civile con l'obiettivo di garantire al debitore la corretta informazione circa la possibilità di adire alla procedura di esdebitazione prevista dalla più nota legge 3/2012  che consente ai debitori non assoggettabili alle procedure concorsuali di concor

 

dare con i creditori una ristrutturazione dei loro debiti e un piano di pagamento che possa evitare l’espropriazione forzata dei loro beni.

 

L'ordinanza del 18 febbraio scorso ha invece precisato che seppure gli avvisi imposti dalle norme processuali svolgono una funzione fondamentale di garanzia informando il destinatario dell’atto circa facoltà e situazioni che potrebbe non conoscere, la loro omissione può essere causa di nullità solo in due casi:
-  se espressamente prevista dalla legge
- se comunque lo scopo che l’avvertimento doveva conseguire non è stato raggiunto.

Occorre quindi sottolineare che l’articolo 480 del Codice di procedura civile non fa cenno al mancato avviso come causa di nullità, mentre la prevede  solo per mancata indicazione delle parti o della data di notifica del titolo esecutivo, se eseguita separatamente dal precetto, o ancora per mancata integrale trascrizione del titolo nel precetto, se richiesta per legge.

 

Perciò il mancato avvertimento potrebbe giustificare un'opposizione per nullità e la conseguente sospensione del procedimento esecutivo solo se il debitore dimostra che tale mancanza gli abbia concretamente impedito di accedere alla procedura prevista per il sovraindebitamento.

 

La sentenza 4347 rincara la dose  respingendo un’opposizione a precetto privo dell’avvertimento perchè l'avviso rappresenta una semplice informativa la cui omissione non può avere effetti direttamente pregiudizievoli per il debitore che rimane libero di adire il sovraindebitamento in qualunque momento.
Infatti l'accesso alle procedure di cui alla legge 3/2012 non è soggetto a termini o forme particolari, né è ostacolato dall’inizio dell’esecuzione forzata o dal compimento di atti esecutivi.

 

Il Tribunale poi è andato ancora oltre sottolineando che la nullità di un atto può essere ravveduta solo ove l'atto non abbia raggiunto lo scopo, ma il fatto stesso che il debitore abbia fatto opposizione sulla base del mancato avvertimento dimostra la sua piena consapevolezza delle garanzie di cui dispone.

 

Insomma, sembra proprio che l'orientamento attuale della giurisprudenza sia quello, nel silenzio dell’articolo 480 del Codice di procedura civile, di ritenere che la mancanza dell’avvertimento costituisca una irregolarità piuttosto che una nullità. Infatti la nullità, in base all’articolo 156, comma 3, del Codice di procedura civile, non può essere pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo.

L'unico modo a questo punto di opporsi ad un atto esecutivo per mancato avviso, è dimostrare di avere subito un effettivo danno a conseguenza proprio di questa lacuna.

 

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