Le cartelle esattoriali possono essere contestaste anche oltre il termine dei 5 anni

Wednesday, September 14, 2016

 

 

Se avete delle cartelle esattoriali pendenti che risalgono ad oltre 5 anni fa e non sapete a quale motivazione appellarvi per impugnarle, ricordate che è ancora possibile contestarne  l'avvenuta notifica.


E questo grazie alla sentenza dell'8 aprile 2016, n. 6887 della Suprema Corte di Cassazione a favore di cittadini ed imprese e a danno del peggiore incubo degli italiani, Equitalia.

Infatti grazie a questa sentenza le contestazioni per mancata notifica avranno maggiore probabilità di essere accolte qualora non ne venga esibita prova anche dopo i 5 anni originariamente previsti dalla legge  (art. 26, co. 5 del Dpr n. 602/1973) che impone all’ente di riscossione di custodire le matrici delle cartelle di pagamento e tutte le relative prove della notifica per un massimo di 5 anni al fine di esibirle ai contribuenti o alla pubblica amministrazione.


L’esattore dunque deve essere sempre pronto a esibire le relazioni di notifica o gli avvisi di ricevimento delle raccomandate su semplice richiesta dell’interessato.

Una grande fonte di salvezza  per coloro che si ritrovano indebitati con equitalia.

 

Sono sempre più frequenti le sentenze che identificano con la mancata prova della notifica della cartella esattoriale, l’errore più ricorrente in cui incappa l’agente di riscossione.

Onere che può essere soddisfatto esibendo l’avviso di ricevimento della raccomandata (ricevuta di ritorno) nel caso di consegna da parte del postino, oppure esibendo la relazione di notifica redatta dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale nel caso venga consegnata a mano.

Ma cerchiamo di approfondire l’argomento sintetizzando la sentenza a cui abbiamo già fatto riferimento (sentenza dalla Suprema Corte di Cassazione  8 aprile 2016, n 6887).

 

Se la suddetta legge prevede che equitalia ha l'obbligo di conservare la documentazione per 5 anni, alla scadenza dei 5 anni che succede?  Equitalia con molta probabilità, viste anche le sentenze in continua crescita, archivia/elimina tutto il cartaceo; di conseguenza  se un contribuente volesse chiedere le prove della notifica di una cartella di oltre 10 anni prima, è altamente probabile che nessun ufficio di Equitalia saprebbe dove e come recuperare i documenti, e probabilmente risponderebbero che i termini per l’accesso agli atti sono decorsi.

 

Ma il fatto che i termini siano decorsi non depone a favore di Equitalia, bensì del ricorrente, infatti la Cassazione è stata molto chiara sull’argomento: una cosa è la decadenza dell’obbligo di conservare le cartelle per fini amministrativi e ispettivi, un’altra è poterne disporre per dimostrare, in caso di contestazione, l’effettiva notifica.

 

Naturalmente la soluzione davvero intelligente al crescente debito degli italiani con equitalia dovrebbe adottarla chi ci governa tentando un abbattimento del capitale effettivamente dovuto così da agevolare i debitori nel pagamento almeno parziale del debito e salvare il nostro paese dal collasso economico.


Purtroppo per ora questa rimane una vana speranza  perciò consigliamo a coloro che hanno pendenze con Equitalia,  di rivolgersi ai professionisti e ai legali presenti presso l'associazione Avvocati al Tuo Fianco perché fare un ricorso, una opposizione, un atto ai vari enti interessati comporta grande conoscenza ed esperienza sulla materia onde evitare di essere presi in giro per l'ennesima volta e messi nel sacco.

Chiamateci al numero verde 800 91 31 81 oppure al fisso 0332 15 63 491 o contattateci

 

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